Pera fa il Carlo Martello e va alla guerra contro l’Islam

L’indirizzo Internet già fa capire molto: perloccidente.it si presenta subito come il portabandiera dei cosiddetti valori occidentali. In realtà è soltanto una vetrina delle tesi di quelli che vorrebbero essere i teocon italiani. Guidato naturalmente da Marcello Pera, il pittoresco presidente del Senato che da alcuni anni tenta di ritagliarsi uno spazio nel confuso orizzonte della destra italiana proponendosi come alfiere dell’antirelativismo culturale, un manipolo di personaggi in cerca di identità ha adesso pubblicato sul sito un manifesto. Intitolato Le ragioni del nostro impegno, il programma dei teocon è la summa dell’integralismo occidentalista, filo-americano, portatore di una sola e pericolosa idea: i nostri valori sono gli unici meritevoli di rispetto, i nostri valori sono assoluti e indeclinabili. [...] «Le nostre tradizioni sono messe in discussione. Il laicismo o il progressismo rinnegano i costumi millenari della nostra storia. Si sviliscono così i valori della vita, della persona, del matrimonio, della famiglia. Si predica l’uguale valore di tutte le culture. Si lascia senza guida e senza regola l’integrazione degli immigrati». Per Pera & Co. è necessario negare la pari dignità delle culture altre dalla loro. Un passo, appena un passo, dall’affermare la superiorità della razza. Un confine che il capomanipolo dell’incerto aggregato che si ritrova dietro il manifesto di perloccidente.it ha già superato. Come dimenticare l’appello del presidente del Senato contro il “meticciato” che mina l’Europa? [...]
Fonte: Unità.it

Occidente da difendere: si «arruolano» in centinaia

Emanuela Fontana

da Roma

Giuseppe Zanga alle 18.17 scriveva: «GRAZIE. Una volta tanto un politico onesto ed intelligente in un mare di gente dedita a salvaguardare il proprio seggio. Salverà comunque la sua poltrona ma salverà anche noi».
Alle 18.22 avevano aderito in tre. Alle 18.20 altri due, a distanza di pochi secondi. L’Italia è piena di «neocon», verrebbe da pensare, per usare una parola con cui viene etichettato il movimento liberal-conservatore che si richiama al presidente del Senato, Marcello Pera, e che da due giorni ha un logo ufficiale con un manifesto, «Per l’Occidente, forza di civiltà», con un sito, www.perloccidente.it. A 24 ore dalla presentazione dell’iniziativa, il sito è invaso da adesioni. E non sono affatto tutte politiche, anzi, un ragazzo di 23 anni, un parroco che ha inserito anche il collegamento al link della sua parrocchia. Supporter certamente, ma molti senza tessere. Erano mille alle 21 di ieri e dunque verrebbe da aggiungere che l’Italia è piena di gente che ascolta il pensiero di Papa Benedetto XVI e vuole un recupero delle radici cristiane contro relativismo e estremismi, come Pera ha scritto nel suo manifesto (criticato da sinistra) e Ratzinger indicava nei giorni in cui moriva Papa Wojtyla per ridare una bussola al mondo. Per l’Occidente, ma non per le vignette. Per le tradizioni cristiane e storiche, ma con un’apertura all’Islam moderato. L’impostazione di quello che non è un movimento politico, come ha precisato lo stesso Pera mettendo le mani avanti, ma un progetto, sta velocemente attirando quei moderati che non stanno con l’ex ministro Roberto Calderoli, ma neanche con la giustificazione di ogni resistenza. Sarà un’iniziativa azzeccata anche per i tempi elettorali e di politica internazionale, scrive insomma Zanga, ma molto centrata per raccogliere una «base» politico-scettica e annoiata.
Alla «terza via» di Pera sul sito stanno aderendo a ritmi di uno ogni due minuti intellettuali, politici, di cui molti tra l’altro di An, come l’assessore lombardo Massimo Corsaro, consiglieri comunali di varie cittadine, don Alberto Franzini con la sua parrocchia di Santo Stefano a Casalmaggiore, ma anche semplici cittadini. Pera ieri è intervenuto a sua volta sul sito per commentare questo successo: «Sento il bisogno di ringraziarvi tutti. Scorro i vostri nomi, leggo i vostri messaggi, visito i vostri siti web, i vostri blog e mi rendo conto che c’è uno straordinario patrimonio di energia e passione, di cui ancora non si sospettava l’esistenza…». Il presidente del Senato scrive di essere stato stupito soprattutto dalla trasversalità delle adesioni: «Mi conforta vedere che questo appello supera gli steccati di partito, attraversa le generazioni e le divisioni sociali».
Ci sono toni più confidenziali, probabilmente di amici: «Grazie Marcello». E interventi orgogliosi: «Finalmente qualcuno ha aperto gli occhi», scrive Massimo Di Grazia.
Molte lettere sono arrivate ieri anche al Giornale dai lettori. Ha scritto Marina Sabbatani, una lettrice: «Egregio direttore, siamo entusiasti del manifesto presentato dal senatore Pera e tramite il nostro giornale facciamo un appello ai cittadini comuni di sottoscriverlo perch´ dobbiamo sentirci orgogliosi di appartenere alla cultura occidentale».
Non c’è spazio per interventi contro immigrati. Non è questa la sede. Solo pensieri su Europa e radici cristiane. L’intolleranza è impossibile da trovare nei messaggi che tempestano il sito. Stefano Marchetti ha semplicemente inserito una frase di Giovanni Paolo II: «Io, Giovanni Paolo, figlio della Nazione polacca, che si è sempre considerata europea… da Santiago, grido con amore a te, antica Europa: Ritrova te stessa. Sii te stessa. Riscopri le tue origini. Ravviva le tue radici». Serena e Roby dedicano un pensiero a Papa Benedetto XVI, del quale, già dopo l’elezione, si disse che nel nome scelto proponeva un ideale di unità europea: «Per Papa Benedetto, la dolcezza unita alla fermezza». Antonio Formichetti esprime un concetto lapalissiano: «Una cosa intelligente, ma non dobbiamo cedere ai ricatti musulmani. Buoni sì ma non fessi».
L’appoggio politico non è stato solo di Forza Italia. Ieri è arrivata l’adesione del presidente della commissione Esteri, di Alleanza nazionale, Gustavo Selva, mentre il sottosegretario all’Interno di An Alfredo Mantovano ha addirittura dichiarato che il manifesto «Per l’Occidente» «contiene gli argomenti reali di cui parlare in questa campagna elettorale. Tutto il resto è veramente secondario».

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?Ci attende un periodo di incertezza? Cardini rimprovera a ..

FIRENZE. Per capire dovesta andando l’Italia la nostrainchiesta approda a casa dellostorico fiorentino Franco Cardini,un ?intellettuale disorganico?,come ama definirsi inun libro autobiografico. E’ didestra Cardini, un po’ Casini eun po’ Storace, destra socialeex missina e cattolicesimo exdc, per intenderci. Ma rispettoalla sua collocazione politica,il professore fiorentino coltivamolte ?infedelt?? ideologiche.?Sono un cane sciolto?, dice.Proprio per questo ? uno chesa fiutare il vento, capire forsemeglio di altri ci? che si muovenella societ? italiana. Professore, dove stiamoandando? ?Sul piano politico non ? improbabileche ci si stia avviandoverso un momento di incertezzapolitica. Berlusconi infattipotrebbe essere tentato dall’ideadi anticipare le elezioni politiche,anche perch? i sondagginon lo confortano pi? comealcuni mesi fa e non vuole uscireda perdente. Se ci? dovesseaccadere ? probabile una fasepolitica caratterizzata da governi-ponteche potrebberoprovocare disagio. Anche seper un’Italia saldamente legataall’Europa una fase di turbolenzapolitica dovrebbe passaresenza provocare danni?. Non ? un po’ strano che dopoun anno di governo si parligi? di caduta di Berlusconi?Dove ha fallito il Cavaliere? ?Non credo che si possa parlaredi fallimento. In alcuni settoriil governo Berlusconi haavuto un buon successo. Adesempio sulla politica agricola.Io sono un convinto ammiratoredel ministro Alemanno. Finora? stato uno dei miglioriministri dell’Agricoltura?. Se i sondaggi lo danno incalo, se si parla di elezionianticipate, da qualche parteBerlusconi avr? pure sbagliato.Non le pare? ?Credo che Berlusconi abbiasbagliato quando in campagnaelettorale ha promesso un po’troppo. Una volta al governo si? accorto che le sue promessefinivano per scontrarsi controuna situazione economica difficile,complicata. D’altra partequando uno schieramento politicova al governo di un Paesecome l’Italia dovrebbe sapereche la nostra situazione ? delicatae pertanto non dovrebbesbilanciarsi in promesse mirabolanti?. A sinistra c’? chi sostieneche la democrazia ? in pericolo.Che ne pensa? ?Ritengo che la sinistra dovrebbeperdere il vecchio viziodi fare dell’allarmismo ingiustificato.La democrazia liberalesta cambiando. Da un sistemademocratico di tipo parlamentaresi sta passando ad uno postdemocratico, caratterizzatonella sostanza dal moltiplicarsidi gruppi che dirigono la societ?fuori dalle istituzioni elettedemocraticamente. Ci? significache i parlamentari elettidal popolo contano sempre menoe a decidere sono semprepi? comitati di affari esterni alcircuito democratico e parlamentare?. Sta dando indirettamenteragione a Paolo Flores d’Arcaise ai girotondisti che accusanoil governo di pensareagli affari personali diBerlusconi, Previti e Dell’Utrie non a quelli del popoloitaliano? ?Per carit?, prima di dare ragioneal mio amico Flores d’Arcaismi taglierei una mano?. Battuta a parte? ?Osservo che Flores d’Arcaise i girotondisti sono strabici.Denunciano il governo Berlusconidi scarso senso delloStato ma non avvertono chequesto, purtroppo, ? un fenomenodiffuso in tutte le democrazieoccidentali, dove si assistead una sempre pi? frequentecommistione tra gli interessiprivati, personali e di gruppi,e quelli statali. Guardi a chicomanda in Usa: Bush ? ungrande petroliere, il suo viceun magnate degli oleodotti evia dicendo?. Chi promuove e chi bocciaa destra? ?I ministri dell’AgricolturaGianni Alemanno e delle ComunicazioniMaurizio GLsparri,il presidente della CameraPierferdinando Casini e il vicepresidente del governo GianfrancoFini mi sembrano statifinora gli uomini migliori delcentrodestra. Boccio invece leteste d’uovo come Pietro Lunardie Giulio Tremonti e il capodella Lega Nord UmbertoBossi, che si dimentica che unministro deve avere sempre ancheun minimo di dignit??. A sinistra invece chi salvae chi boccia? ?Salvo Massimo D’Alemaperch?, un certo sussiego a parte,si ? reso conto dei suoi errorie li ha ammessi, mentre miha deluso Francesco Rutelli?. Cosa rimprovera alla sinistra? ?La sinistra per vincere dovrebbecercare di parlare conchiarezza al Paese dove c’? gentedi centro e di destra che non? affatto convinta della bont?dell’attuale governo. Nellamaggioranza una parte di An ei cattolici di centro sono costrettia ingoiare grossi rospi,che vanno dalla politica esteraa quella sociale. Mi chiedo cosaaspetti la sinistra a sfruttarepoliticamente le contraddizioniin seno alla maggioranzadi centrodestra, anzich? inseguireposizioni massimaliste?. Lei, che ha fatto parte delCda della Rai del primo governoBerlusconi, avrebbesilurato Santoro e Biagi? ?Non c’? dubbio che sia statomolto grave il diktat pronunciatoa Sofia da Berlusconi controBiagi, Santoro e Luttazzi.Personalmente Santoro non loavrei cacciato mentre con Biagi,ormai presente in Rai datroppi anni, avrei contrattatouna decorosa uscita?. Mercoled? prossimo inizier?a Firenze il Social Forum.E’ preoccupato? ?Spero che gli incidenti chepotrebbero succedere non sianomolto gravi e che il SocialForum si riveli un’occasionedi arricchimento. Ritengo infattiche esso rappresenti unagrande occasione civile?. Cosa condivide dei no-global? ?Innanzitutto la necessit? didare un governo ecologico, economicoe tecnologico al pianeta,che non pu? essere abbandonatonelle mani delle multinazionali.Cos? come condividol’idea che il mondo non migliorer?finch? non sar? arrivatoalla conclusione che sul pianodello sviluppo, del consumo edella sperequazione dei dirittibisogna fare tutti un passo indietro?. Cosa significa oggi esseredi destra e in che misura lei? un uomo di destra? ?Io non appartengo alla destraliberale ma a quella cattolicae sociale, che si riconoscenella necessit? dell’ordine mache ha ben chiara la lezione diSant’Agostino. Il quale sostenevache non c’? un vero ordine,cio? rispetto della legge, senzaequit? sociale?. Cosa intende per equit? sociale? ?Gli esseri umani non sarannomai eguali. L’equit? a cuidobbiamo tendere ? quella dellepari opportunit? e di una societ?pi? giusta, dove enormisprechi convivono con milionidi persone che muoiono di fame?. In quali esponenti politicisi riconosce? ?Il mio essere destra si collocaa met? strada tra i cattolicidi centro – Casini, Buttiglione eFormigoni – e la destra socialedi Storace e di Alemanno?. Guerra all’Iraq: favorevolee contrario? ?Contrario. A D’Alema, chepure stimo, non perdono laguerra in Kosovo e sono statocontrario alla guerra del Golfoe anche all’avventura afghana?. Ed ? anche contro l’America? ?No, io amo molto gli Usa,un certo tipo di cultura americana,quella che si rif? all’Europa,la musica, l’arte ma nonapprovo la politica estera, cio?la volont? di potenza degli StatiUniti?. Perch? allora ? ritenutoantiamericano? ?Perch? essendo una personaonesta ho ricordato pi? voltela mia giovent? missina, incui l’anticamericanismo, insenso sciovinista e fazioso, hapesato molto. Io sono stato missinonegli anni ’50 quando le feritedella guerra erano ancoraaperte e si giudicava che gliUsa in realt? non avesserocombattuto tanto per liberarcidal nazi-fascismo quanto perampliare la loro potenza?. L’Islam ? un pericolo perl’Occidente, come sostengonola Fallaci e Baget Bozzo? ?C’? da aver paura della derivaideologica della religioneislamica, il cosidetto fondamentalismo.Anche se bisognaricordare che esso non ? assolutamenteun movimento unico,? una galassia di gruppi,che in realt? si odiano tra loro.Importante ? non dare ai fondamentalistiuna sponda ulterioreper diffondere la propagandavelenosa. Il fondamentalismomusulmano ? speculare aquello di Baget Bozzo e della signoraFallaci. Entrambi i fondamentalismiritengono che lacultura diversa dalla loro siauna nemica irriducibile. Io sonocontro Bin Laden e i suoiadepti che ritengono l’Occidentenemico dell’Islam. Ma nonsono d’accordo neppure con laFallaci e Baget Bozzo che alcontrario vedono nell’Islam ilgrande nemico della nostra civilt??. – Mario Lancisi

Berlusconi chiede un G8 contro il terrore Dissensi nell’opposizione …

ROMA. L’Italia si sente ?in prima linea? e il governo italiano? pronto a organizzare un nuovo vertice del G8 perconcordare la risposta da dare all’attacco terroristico controgli Usa. Perch? in questa occasione, sottolinea Berlusconiintervenendo alla Camera, ?sarebbe inconcepibilelasciare soli gli alleati americani per questa impresa?. Ela risposta deve essere ?sufficientemente energica?. Tutti uniti, maggioranza eopposizione, nella condannadella barbarie del terrorismoe nella solidariet? all’America.Tutti uniti anche nel chiederela punizione dei responsabili.Ma nel dibattito a Montecitoriodi ieri qualche differenzafra centrodestra e centrosinistra? emersa nella valutazionedelle risposte possibili.Una ?reazione cieca?, avverteD’Alema, alimenterebbeancora di pi? la spirale diviolenza. Una risposta militare? inevitabile, spiega, ma bisogna?colpire i colpevoli? epoi restituire il ?primato allapolitica?. Perch? bisogna, sesi vuole garantire un futurodi pace, ?bonificare i giacimentidell’odio?, quelli a cuioggi attinge il terrorismo. ?Siamo tutti americani?, diceFrancesco Rutelli, ed esprimeil ?pieno impegno politicodell’opposizione a fianco delgoverno?. Ma critica Berlusconisul suo sostegno alloscudo spaziale: proprio questiattentati, avverte infatti,testimoniano la fine di quelprogetto. E a decidere nonpu? essere il G8, i paesi pi?ricchi, sottolineano PierluigiCastagnetti o Fausto Bertinotti.Caso mai deve essere l’Onua mettere a punto una posizionecomune. E’ stato Pierferdinando Casini,il presidente della Camera,a parlare per primo difronte all’intera Camera deideputati in piedi, mentre adassistere dalla tribuna c’eraanche William Pope, l’incaricatod’Affari dell’ambasciataamericana a Roma. Casini haricordato la solidariet? americanaall’Italia nel dopoguerra,ma ha anche avvertitoche ?sarebbe un errore perl’Occidente rinchiudersi in s?stesso e ridimensionare il proprioimpegno internazionaleper la ricerca della pace?. ?E’ stata la giornata pi? neradella nostra storia dalla finedella seconda guerra mondiale?,ha esordito invece Berlusconi.Il presidente del Consiglioha innanzitutto volutorassicurare gli italiani: ?Tuttoci? che era necessario epossibile fare per proteggerela loro sicurezza ? stato messoimmediatamente in opera?.Ha quindi specificato chenon ci sono notizie sul numerodegli italiani coinvolti anchese, ha rivelato, ?si sa concertezza che nelle Torri vierano alcuni uffici di rappresentanzadi societ? italiane,uffici dell’Istituto per il commercioestero?. E c’era ancheun ristorante a gestione italiana. La risposta all’attacco, hainvece sostenuto Berlusconi,deve essere ?meditata, calibrata,ma sufficientementeenergica? per raggiungere treobiettivi: la punizione dei responsabili,?l’eliminazionedella loro rete di protezione(a qualunque livello si collochi)?,e la costruzione di ?unsistema di prevenzione e di intelligenceche renda impossibilela realizzazione dei pianidi morte dl terrorismo internazionale?. Il presidente del Consiglioitaliano ha detto quindi di stareesaminando, insieme aglialtri capi di governo, ?l’ipotesidi un vertice dei G8 in cuitutti i membri possano prenderemisure concrete?. – Andrea Palombi

UN’ANOMALIA PER L’OCCIDENTE

UN`ANOMALIA PERL`OCCIDENTE EZIO MAURO S E E ancora possibile, nel mezzo dello scontro politico che divide l`Italia, vorrei provare ad uscire dagli slogan per ragionare su qualcosa che non è di destra o di sinistra e faparte dei fondamentali di ogni normale democrazia, così come tutti noi la intendiamo: il diritto dei cittadini di sapere, cui corrisponde il dovere dei giornali di informare. Questo diritto nella democrazia italiana di ogni giorno è a mio parere fortemente indebolito. Il controllo dell`intero universo televisivo da parte di un solo soggetto – che è anche capo di un partito, della maggioranzaparlamentare e del governo-è un`anomalia in tutto l`Occidente.

Già questo dovrebbe farci riflettere come cittadini, così com`è anomalo il silenzio che ormai circonda il conflitto di interessi, quasi fosse un male incurabile, con cui convivere finché qualcuno inventerà il vaccino.

Stiamo parlando di lui, del cittadino. Non dei giornali o dei telegiornali, che sono soltanto strumenti della cittadinanza, in quanto libere imprese dell`informazione. Quel cittadino -in nome del quale si svolge oggi a Roma la manifestazione per la libertà di stampa-se esposto soltanto alla luce berlusconiana dei telegiornali pubblici e privati, sa solo ciò che vuole il potere. Ad esempio, non sa nulla dello scandalo che da sei mesi circonda il Capo del governo, lo ossessiona portandolo ad insultare i giornali che ne parlano, e gli impedisce di far politica liberamente, ostaggio com`è delle sue contraddizioni e delle sue bugie. Qualunque medio lettore di qualsiasi giornale europeo ne sa molto di più. Soprattutto, essendo informato, è in condizione di formulare un`opinione consapevole sulla rilevanza o meno di questo scandalo, e di esprimere un giudizio avvertito e autonomo.

Nei grandi scandali sollevati dalla libera stampa in altri Paesi, infatti, il concerto spontaneo trai giornali che indagavano e i grandi networktelevisivi che rilanciavano le notizie ha reso coscienti e partecipi i cittadini, finché ileaderpolitici coinvolti nellevicende-tra tutti, Richard Nixon -hanno dovuto rispondere e rendere conto non solo alle domande di un`inchiesta giornalistica permanente, ma alla pubblica opinione, il cui peso è stato determinante. Da noi, è successo il contrario. Quando Repubblica ha notato contraddizioni e bugie nel racconto affannato e affannoso che Berlusconi ha via via fatto della vicenda, gli ha chiesto un`intervista e non avendola ottenuta gli ha rivolto in pubblico dieci domande, quelle bugie e quelle contraddizioni sono rimaste un problema di Repubblica e dei giornali stranieri.

Eppure la menzogna del potere è un problema della democrazia, dunque di tutti e principalmente del cittadino elettore: oltre che uno spazio naturale e obbligatorio per ogni libero giornalismo.

Abbiamo dunque avuto di fronte-noi e i grandi giornali europei- una chiara e semplice questione di verità. Non so chiamarla altrimenti. Il silenzio del Premier, riempito da urla e insulti come non accade altrove, ingigantiva infatti un`ultima, definitiva domanda:

signor Presidente, qual è la ragione oscura ma a lei ben nota, che le impedisce di dire la verità al suo stesso Paese, e la costringe a mentire ai suoi concittadini? Sarebbe sufficiente tutto questo, e cioè l`incapacitàimpossibilità del potere di spiegare i suoi abusi, per chiedere pubblicamente che il diritto-dovere d`informazione venga rispettato. Ma c`è molto di più. Costretto da se stesso al silenzio su ciò che non può chiarire, il Presidente del Consiglio ha cercato nel crescendo degliultimi mesi di costringere al silenzio chi indaga su di lui. Prima ha parlato di complotto della stampa, come se esistesse un`internazionale del giornalismo ispirata dalle cancellerie. Poi di una manovra eversivaperfarlo cadere, come se le critiche fossero un golpe. Quindi ha insultato i giornalisti di Repubblica («delinquenti») che tentavano di rivolgergli una domanda, le poche volte in cui non sfugge ai cronisti. Dalla tribuna di un convegno di Confindustria ha ufficialmente invitato gli imprenditori a non far pubblicità sui giornali che lo criticano e cioè ha tentato di sovvertire il libero mercato per soffocare economicamente Repubblica, come ha spiegato la sera stessa ai cronisti.

Al corrispondente del Paìs colpevole di chiedergli conto del danno provocato all`Italia da questi scandali ha augurato il fallimento del suo giornale.

In tre occasioni ha invitato gli italiani a non leggere i quotidiani, denigrandoli, in una quarta ha spiegato che la televisione è la parte buona dell`informazione e la stampa quella cattiva. Sulla sua poltrona più comoda, quella di Porta a Porta, ha proclamato che ci sono troppi «farabutti» nei giornali e in televisione, ovviamente al riparo dalle querele grazie allo scudo che si è costruito con le sue mani.

Davanti alle telecamere della Raiha definito «inaccettabile» che il servizio pubblico possa criticare il governo, indicando poi per nome le trasmissioni colpevoli. Ha annunciato che risponderà solo a domande di suo gradimento. E ha certificato, definitivamente, che chi lo critica è anti-italiano: come se fosse italiano, e patriottico, registrare in silenzio tutto questo, e far finta di niente.

Veniamo poi all`ultimo atto.

Non potendo rispondere alle dieci domande di Repubblica, il Premier le ha portate in tribunale, chiedendo algiudice di farle tacere, cancellandole.

Ha denunciato i grandi giornali europei e Repubblica per aver ripreso le loro inchieste, quasi fosse possibile alzare un muro alla libera circolazione in Europa delle idee, delle opinioni e del giornalismo, purché gli italiani non sappiano, rimangano all`oscuro e non possano giudicare.

Ha querelato l`Unità per aver riportato sullo scandalo giudizi del senatore Guzzanti che invece non è mai stato querelato, forse perché ha annunciato di avere molte cose da raccontare ai magistrati.

Infine, il killeraggio attraverso i giornali. Ad agosto il direttore del Giornale- di proprietàdella famiglia Berlusconi-viene licenziato e spiega nel suo ultimo articolo il perché:

ha fatto tutte le battaglie, ma si è rifiutato di rovistare «nei letti di direttori ed editori» di altri quotidiani. Ecco la concezione della stampa e del giornalismo del Presidente editore ed imprenditore. In- fatti, col nuovo corso quel giornale colpisce a tutte colonne il direttore di Avvenire (il giornale dei vescovi) colpevole di aver criticato il Premier, rilanciando unavecchia vicenda già pubblicata un anno primae spacciandoperdocumento paragiudiziario una velina anonima che parla di omosessualità, scritta nel linguaggio dei servizi. L un ammonimento alla Chiesa, perché non dia giudizi sullo scandalo berlusconiano, e ai direttori di giornale, perché girino al largo, se non vogliono finire nel mirino. Poco dopo, lo stesso giornale lancia un avvertimento con minaccia preventiva a Fini, perché si rimetta in riga se non vuole che si ripeschino vecchie vicende che si fanno balenare con esplicite allusioni sessuali.

Fermiamoci un momento, visto che discutiamo di informazione.

Tutti hanno parlato di characterassassination, ma nessun giornale ha illuminato la figura gigantesca del mandante.

Eppure in ogni criminal storyche si rispetti chi preme il grilletto merita poche righe, conta l`ispiratore e il movente.

Allora diciamo le cose come stanno. Si è cercato di coartare la libertà politica e personale della terza carica dello Stato, e lo si è fatto non solo per ciò che Fini ha detto fin qui, ma soprattutto per ciò che potrebbe dire e fare. Colpendo lui, si lavora già per l`agonia berlusconiana, sparando nel buio del futuro per spaventare tutti.

La questione di verità, così, è diventata per forza di cose una questione di libertà. Perché è un vero e proprio problema di libertà – anche se molti fingono di non accorgersene – doversi domandare se il Presidente del Consiglio stia usando i servizi e le polizie contro le ragazze che testimoniano dopo gli incontri con lui, i magistrati che indagano, i giornalisti che fanno le domande. L un problema di libertàilfatto che un gruppo di cittadini in questo Paese usi nelle telefonate, negli incontri, negli spostamenti le stesse cautele che si usavano in altri tempi e in altri Paesi non liberi.

C`è un problema di libertà se i giornalisti intimiditi a mezzo stampa devono pensare alla loro sorte personale quando accendono il computerper scrivere un articolo che contenga qualche critica, ma- gari timida, al Presidente del Consiglio.

In ogni Paese, un leader che si sente attaccato ha il diritto di difendersi. Negli altri Paesi, ci si difende usando le armi delle idee, della politica, del ruolo straordinario che una grande leadership ha davanti all`opinione pubblica quando si presenta a dire la suaverità su una questione controversa, e sa assumersene la responsabilità:

come ha suggerito piùvolte aBerlusconi Giuliano Ferrara. In nessun Paese libero si colpisce personalmente o si minaccia esplicitamente di colpire chi critica il potere, riducendo la stampa di proprietà ad arma impropria:

salvo dissociarsi alle cinque del pomeriggio, ad esequie della vittima avvenute.

Resta dunque l`ultima questione:

si può governare una grande democrazia, nel cuore dell`Europa e del 2009, a colpi di dossier? Che immagine dà di sé un potere spaventato e spaventoso che sostituisce la leadership con l`intimidazione? Che futuro può avere un Premier che annulla la politica con le minacce? E fin dove arriverà, fin dove arriva già oggi, la rete dei ricatti e dei veleni che si allarga sotto il doppiopetto presidenziale? Insomma, a furia di non rispondere restano solo le domande.

E non finiscono mai.

® RIPRODUZIONE RISERVATA II cittadino europeo conosce il caso Berlusconi meglio di quello italiano e può farsi un giudizio autonomo C`è un problema di libertà se i giornalisti devono pensare alla loro sorte quando si mettono a scrivere [.]

Pera fa il Carlo Martello e va alla guerra contro

Pera fa il Carlo Martello e va alla guerra contro l’Islam
di Toni De Marchi

L’indirizzo Internet già fa capire molto: perloccidente.it si presenta
subito come il portabandiera dei cosiddetti valori occidentali. In realtà
è soltanto una vetrina delle tesi di quelli che vorrebbero essere i teocon
italiani. Guidato naturalmente da Marcello Pera, il pittoresco presidente
del Senato che da alcuni anni tenta di ritagliarsi uno spazio nel confuso
orizzonte della destra italiana proponendosi come alfiere
dell’antirelativismo culturale, un manipolo di personaggi in cerca di
identità ha adesso pubblicato sul sito un manifesto. Intitolato Le ragioni
del nostro impegno, il programma dei teocon è la summa dell’integralismo
occidentalista, filo-americano, portatore di una sola e pericolosa idea: i
nostri valori sono gli unici meritevoli di rispetto, i nostri valori sono
assoluti e indeclinabili.

«L’Occidente è in crisi. Attaccato dall’esterno dal fondamentalismo e dal
terrorismo islamico, non è capace di rispondere alla sfida. Minato
dall’interno da una crisi morale e spirituale, non trova il coraggio per
reagire. Ci sentiamo colpevoli del nostro benessere, proviamo vergogna
delle nostre tradizioni». L’incipit già spiega quale sarà l’approdo
naturale di questa premessa: «Le nostre tradizioni sono messe in
discussione. Il laicismo o il progressismo rinnegano i costumi millenari
della nostra storia. Si sviliscono così i valori della vita, della
persona, del matrimonio, della famiglia. Si predica l’uguale valore di
tutte le culture. Si lascia senza guida e senza regola l’integrazione
degli immigrati».

Per Pera & Co. è necessario negare la pari dignità delle culture altre
dalla loro. Un passo, appena un passo, dall’affermare la superiorità della
razza. Un confine che il capomanipolo dell’incerto aggregato che si
ritrova dietro il manifesto di perloccidente.it ha già superato. Come
dimenticare l’appello del presidente del Senato contro il “meticciato” che
mina l’Europa?

In questa missione (un ardente sostenitore del manifesto periano nel blog
del sito si chiede se non sia necessaria una nuova battaglia di Poitiers)
si affianca a Pera una lunga teoria di campioni del suprematismo
occidentale: ci sono gli ex comunisti Ferdinando Adornato, Renzo Foa e
Sandro Bondi, il giudice Mario Cicala che fu presidente dell’Associazione
magistrati (una toga rossa anche lui?), un ministro come Letizia Moratti.
Inframezzati tra i portabandiera della cristianità, un manipolo di
marocchini che non si capisce bene cosa c’entrino con Pera & Co. Uno,
Eddaoudi Tilouani, si qualifica come coordinatore per l’Italia del
Collettivo nazionale marocchino per la difesa e la protezione dei valori
sacri. Quali?

SensoReligioso : Messaggio: Patrizio – www.perloccidente.it

Carissimi amici,
Ho aderito all’iniziativa ed ho messo il link “dell’appello all’occidente”
http://www.perloccidente.it/ sul mio Blog . Abbiamo due pericoli qui in
Europa: il primo è il relativismo, sezionare la vita cercando di scoprirne
il senso, sezionandola…, poi ogni pezzetto per forza non attrae, perde
d’attrattiva,non si sà dove metterlo, che farne…, se si prende sul serio
la propria domanda invece ogni pezzetto della vita serve per ricomporre
l’immagine di quel volto, il volto che cerchiamo è il significato, o meglio
il nostro cuore cercava un volto e quel volto sconosciuto si rivela come
significato, ma chi pensasse che puo’ fare questo percorso da solo è un
pazzo, questo percorso non si può fare se Dio non avesse preso l’iniziativa
di rivelarsi e avesse avuto pietà della sua creatura, tutta la storia
d’Europa racconta questo, nella letteratura, nella storia , in ogni aspetto
della sua vita sociale, pur sempre nel peccato, tutta la storia d’Europa
racconta questo. Vedo la storia come dei passi, e questo è una ricchezza e
una Grazia, ma se non si concepisce così la storia ma solo come “progresso”
si è soli e la libertà tanto cercata si perderà. E’ un concetto semplice.
Quello quindi che è valido nella storia personale è valido nella storia di
tutti.
In questo contesto di debolezza del pensiero non più legato all’esperienza
sul fronte “esterno è intervenuta ” un’altra cosa, sospinta anche dalla
globalizzazione c’è il conflitto di civiltà, o meglio io direi di religioni,
o meglio di una religione (quella Islamica) e una che “non è una religione”
perchè è la Rivelazione, quindi un fatto che stravolge la vita dell’uomo,
non più un tentativo umano , ma un fatto sconvolgente che interessa ogni
uomo e con cui fare i conti, perchè è una redenzione “Redemptor Hominis”,
è ” Altro” che entra nella storia, quel “Tu” che mancava nella vita e che
appunto le religioni hanno cercato cercando di gettare ponti ma dove è
prevalso sempre l’indole umana, come ben si vede nell’Islam, e di fronte a
tutto questo cosa fà l’ Europa? Fa ricorso ai miti, fà ricorso alla ragione
post- illuministica. E’ come mi diceva un’amico giorni fà: La “RAGIONE ” ,
nel suo pragmatismo, non vi può più opporre nulla se non una libertà che
proprio perchè “SENZA FEDE” non è libera. Oggi dinanzi a fatti gravissimi si
invoca il dialogo ma il dialogo deve avvenire alla pari senza preconcetti e
con pari dignità e rispetto, sono certo solo di questa avventura umana e di
ciò che aiuta a realizzarla ma non a ciò che vorrebbe distruggerla in nome
di un ideale superiore che vuole l’uomo schiavo come molte volte è accaduto
nella storia. Anche se questo si chiama religione, qualsiasi religione: una
religione presa così è pura ideologia, come lo è stato il comunismo ed il
nazismo. Bisogna salvaguardare le radici cristiane dell’Europa senza le
quali non è possibile alcun dialogo: “se per uno dei due interlocutori fin
dall’inizio una cosa vale l’altra non vi può essere alcun dialogo”. Grazie
dell’iniziativa del Proff. Pera e di tutti coloro che vi aderiscono!! .

“Un cuore nuovo e uno spirito nuovo: questo domandiamo
con il Salmo penitenziale per eccellenza, il Miserere,
che quest’oggi cantiamo col ritornello “Perdonaci, Signore,
abbiamo peccato”. (cfr Sal 50,3.5.12.14). “( BENEDETTO XVI)

si parte da qui per ricominciare ed essere in pace. La pace è una condizione
del cuore,
questo porta a una vera pace senza ricorrere a eutanasia e aborto per essere
liberi.

Daily Times – Leading News Resource of Pakistan – Italy’s ‘theo-cons …

Italy’s ‘theo-cons’ rally against ‘Islamist threat’

ROME: Senior politicians in Italy’s government launched a policy manifesto on Thursday vowing to protect Western civilisation from what they said were the twin threats of Islamic fundamentalism and a moral vacuum.

Marcello Pera, speaker of the Senate and a friend of Pope Benedict, said people in the West were ashamed to stand up for their values and often blamed themselves for being victims of terrorism. “The West has difficulty recognising itself,” Pera told a news conference to launch the manifesto. “As Pope Benedict said: ‘the West doesn’t love itself any more’,” he said.

The document, entitled “For the West, Force of Civilisation”, begins: “The West is in crisis. Attacked externally by fundamentalism and Islamic terrorism, it is not able to rise to the challenge. Undermined internally by a moral and spiritual crisis, it can’t seem to find the courage to react.”

Pera, a member of Prime Minister Silvio Berlusconi’s Forza Italia party, wants centre-right politicians to sign up to the manifesto ahead of an April general election which polls say the centre left, led by Romano Prodi, is more likely to win.

Many politicians and some business and media figures have expressed support for the text, which calls for the spread of Western civilisation’s “universal and inalienable principles”.

Berlusconi himself has yet to sign the document, Pera said, adding however that the prime minister backed the project.

Pera’s manifesto was launched to a background of protests throughout the Muslim world against cartoons of the Prophet Muhammad (PBUH) published in European newspapers.

Many of the protests have turned violent and at least 11 people died in a riot outside an Italian consulate in Libya last week. Pera said the bloodshed could not be blamed on Europe.

“I don’t think this can be seen as a response to something which happened in Italy and the West,” he said. “In those places, fundamentalism was already getting ready and waiting for someone to put a match to the gunpowder.”

Violence by Islamist extremists in Britain and France had shown those countries had failed to integrate immigrants into society, Pera said, insisting Italy must make newcomers respect the Italian way of life.

Pera denied any suggestion that his rallying cry to the tendency Italy’s media has dubbed the “theo-cons” — available online at www.perloccidente.it — was in any way inflammatory. “There’s nothing that suggests a clash of religions or a clash of civilisations in this document,” he said. .

Berlusconi, who in September 2001 outraged Muslims by saying the West was a superior civilisation, gave an interview to Arab TV station Al-Jazeera on Wednesday where he dismissed talk of any clash of civilisations and condemned the Muhammad (PBUH) cartoons. reuters

Padre Patricio – Italia y el Islam: a proposito de las caricaturas…

Entre tanto ruido mediático de políticos, periodistas y escritores en torno al conflicto generado por las caricaturas, diputados intelectuales italianos, encabezados por el Presidente del Senado, Marcello Pera, han firmado un manifiesto: “Por occidente, fuerza de civilización” que constituye un ejemplo de un pensamiento riguroso. El texto critica al Consejo y al Parlamento Europeo por ser capaces de invertir tiempo y esfuerzo sobre la homofobia y ser incapaces de fijarse en la Cristofobia existente, así como en el desconcierto y el temor que ha presidido la débil postura europea. La razón es que Europa tiene “minado su interior por una crisis moral y espiritual que le impide el coraje para reaccionar”. “Nos sentimos culpables de nuestro bienestar, sentimos vergüenza por nuestras tradiciones, y consideramos el terrorismo como una reacción a nuestros errores… Cuando el terrorismo es una agresión directa a nuestra civilización y a nuestra humanidad entera”. El manifiesto recuerda la frase de Benedicto XVI “Occidente ya no se quiere a si mismo”.

Lo más importante del texto son, sin duda, los once puntos donde entre otros aspectos se señala el carácter universal irrenunciable de la civilización occidental, el regreso a un europeismo basado en las raíces judeocristianas de los padres fundadores (Shuman, Adenauer, Monnet, De Gasperi), la negativa a contraponer Europa a Estados Unidos, la lucha contra el terrorismo y los predicadores del odio, y la integración de los inmigrantes. Marcello Pera presentó el manifiesto en la Asociación de Prensa Extranjera en Roma. El texto puede encontrarse en www.perloccidente.it (Fuente: forumlibertas.com)